E' così difficile parlare di se stessi al "mondo intero", soprattutto quando si ha la consapevolezza che l'auditorium ha a che fare con te in ambiti ben più seri...
Come il
Bloomsbury Group provo a buttar giù ciò che mi passa per la mente, senza essere ostacolato da nessun vincolo..

Virginia Wolf  voglia scusarmi per la citazione..
Sono nato e cresciuto a
Napoli, nel vicino 1981, nella città che più ha creato in me emozioni quanto contraddizioni... la città della musica, che mi ha riempito
l'anima di calore, di sensazioni forti ed
ingiudicabili, di momenti unici che a  volte amo ricordare... la musica, quella suonata per strada, quella
fatta col "cuore", quella che manifesta un disagio o quella che semplicemente accomuna persone a  volte sconosciute in un unico nucleo, in un'unica palla..
Fin da piccolo passavo le mie giornate ad ascoltare brani e brani dal suono apparentemente disturbato e così maledettamente analogico di un giradischi..
ero affascinato da quelle persone che usavano qualcosa di materiale per esprimere se stessi, con semplicissime  vibrazioni,

così pregne di significato da rendere inutile ogni parola.
La mia prima chitarra, il primo ammasso di legno e nylon, il mio primo libro degli accordi: nulla mi è stato mai regalato così per caso..
e così ho deciso di cominciare, senza mai nessuna pretesa nè da me stesso nè dal mondo musicale professionista presente nell'ambito italiano

che ahimè ho avuto la fortuna/sfortuna di conoscere e che apertamente ripudio. Non ho mai sognato di fare dischi, di diventare un musicista

professionista,  di studiare in una scuola "ufficiale", che ha bisogno a mio parere di una eccessiva dedizione metodica e che a  volte ha come obiettivo

pretestuoso il meccanicizzare e scomporre ciò che secondo il mio punto di vista deve  essere frutto di libera espressione.
Tanto ha contribuito nella mia  vita musicale (e non solo) il mio caro
"Amico" V. Con lui ho avuto il piacere di condividere questa passione in svariate
forme lungo il mio gradevole e tormentato percorso adolescenziale, ho fondato la mia prima band, ho costruito sale prova con il semplice ausilio di
cartoni di uova, creato spazi solo nostri per poter condividere un aspetto della nostra amicizia.. La mia prima band: una grande emozione.. 5 teste
completamente diverse ed inette sui propri strumenti, qualche pezzo dei Nirvana, il cantante con la  voce ancora bianca di chi ancora non ha conosciuto
un  vero problema.. e giù a cercare di guadagnare un pò di maledetti quattrini, facendo il cameriere, per cercare di comprare la chitarra dei miei sogni,
un impianto  voce e degli amplificatori per permettere agli altri di esprimersi "
con" me, con due sole note...
Merita un grande abbraccio il mio caro vecchio Va. Mi ha insegnato ad ascoltare gli altri, le proprie espressioni, dinamiche, capendo che la musica

di gruppo non  viene denominata così per caso. Le mie più profonde esperienze musicali di condivisione, col cuore, le devo totalmente a lui.
E poi un brutto episodio, poi il trasferimento... poi il cuore comincia a battere, a  volte un pò troppo.. un caso, comincia sempre così: incontro
VALE
che mi invita a prendere una birra con lui ed un suo caro amico,
FaCe. Subito avverto sintonia, di necessaria importanza per poter intraprendere questa
grande esperienza che ci ha accomunato OGGI! Prima grandi amici, poi la musica: è questo quello che devo avvertire, che nel contempo
devo trasmettere e ricevere..
Amo trascinare, amo trasmettere quella grinta che solo una passione  vera, che fa parte di te, sa donarti..
"Lentamente  vive chi riempie l'animo di espressione". Grintoso e convinto continuo a suonare, anche adesso, fra una frase e un'altra...

e con la consapevolezza che i SICNOS mi regaleranno tanti sorrisi, auguro una "buona musica" a tutti  voi..

Ricordi:

 

     

 

 

 

   

La mia strumentazione:

 

 

 

Vecchie esperienze:

 

Nobody's wife

 

Classico